| Poker live cambiamenti per i Circoli |
| Scritto da Administrator |
| Domenica 31 Maggio 2009 10:37 |
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Brutte notizie per i titolari di clubs, circoli ed associazioni di poker. La norma approvata alla Camera lascia la gestione e l'organizzazione dei tornei di poker dal vivo esclusivamente ai concessionari di gioco pubblico. La norma è contenuta nel ddl "Comunitaria 2008", per il quale adesso è previsto l'ultimo passaggio in Senato, prima che diventi Legge dello Stato. Per disciplinare i tornei di poker "live" verrà seguito un regolamento del Ministero delle Finanze, adottato di concerto con il Ministro dell'Interno. Il medesimo regolamento determina anche l'importo massimo della quota di modico valore di partecipazione al torneo (buy-in) e le modalità che escludono i fini di lucro e la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la quota di chips (quindi no ai rebuy ma anche questa non è una novità, ndr), nonché l'impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località. Tale norma è stata integrata con un emendamento approvato dalla Camera e sulla base del quale, nel rispetto dei principi europei di libertà di stabilimento e di libera circolazione delle merci, l’esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo 'fisici' ( ovvero non online) sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi pubblici attraverso rete fisica, ovvero: a) scommesse, a quota fissa e a totalizzatore, su eventi, anche simulati, sportivi, inclusi quelli relativi alle corse dei cavalli, nonché su altri eventi; nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e seguenti condizioni previa autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Le condizioni sono: a) esercizio dell'attività di gestione e di raccolta di giochi, anche a distanza, in uno degli Stati dello Spazio economico Europeo, avendovi sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato secondo le disposizioni vigenti nell'ordinamento di tale Stato, con un fatturato complessivo, ricavato da tale attività, non inferiore ad euro 1.500.000 nel corso degli ultimi due esercizi chiusi anteriormente alla data di presentazione della domanda;
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